Progettazione di una Linea Vita.

Progettazione di una Linea Vita.

Per la corretta progettazione di una linea vita bisogna individuare correttamente il tipo di dispositivo da utilizzare.

All’atto della progettazione bisogna considerare alcuni fattori da considerare dei veri e propri principi:

 

1.- Scegliere un sistema che abbia un limitato bisogno di manutenzione;

 

2.- Scegliere un sistema che sia abbastanza protetto dagli agenti atmosferici per ridurre il rischio di deterioramento.

 

3.- Scegliere un sistema semplice.

 

4.- In base alla tipologia di rischi da evitare bisogna individuare i DPI più idonei.

 

Ogni sistema dovrà rispettare le indicazioni fissate dalla normativa UNI EN 795, quindi nel pieno rispetto di fattori come resistenza (gli elementi dovranno essere bene disposti tra loro) e durabilità (il sistema deve resistere nel tempo, almeno 10 anni). Tuttavia la UNI EN 795 dà prevalentemente le indicazioni da far rispettare al fabbricante.

Ai sensi Decreto del 5 Settembre 2012 della Regione Sicilia, il coordinatore della sicurezza dovrà predisporre un elaborato delle coperture ETC, integrando il fascicolo dell’opera ai sensi del D.Lgs 81/08, che dovrà contenere:

 

1.- Elaborati grafici: indicando i punti di ancoraggio, i punti di accesso, lo stato dei luoghi…

 

2.- Relazione tecnica illustrativa: breve descrizione della soluzione adottata, specificando le caratteristiche tecniche della copertura.

 

3.- Relazione di calcolo: redatta da un Ingegnere o un Architetto abilitato, contenente la verifica della resistenza degli elementi strutturali della copertura in base alle azioni vincolari trasmesse dagli elementi di fissaggio.

 

4.- Certificazioni del fabbricante: certificazione delle linee vita, ancoraggi conformi alla UNI EN 795.

 

5.-  Dichiarazioni di conformità dell’installatore: corretta installazione di eventuali dispositivi di ancoraggio, linee di ancorag­gio e/o ganci di sicurezza da tetto, in cui sia indicato il rispetto delle norme di buona tecnica e delle indicazioni del fabbricante. Collaudo dei punti d’ancoraggio e dei supporti a campione, in rispetto alle procedure indicate dal fabbricante (UNI EN 795).

 

6.- Programma e registro delle manutenzioni degli ancoraggi: per valutare l’effettivo stato dei componenti presenti nelle coperture.

 

Va inoltre ricordato che tutti gli elementi del sistema anticaduta devono essere verificati da personale competente almeno annual­mente.

In generale è necessario verificare periodicamente:

 

1.- Stabilità dei punti di ancoraggio;

 

2.- Trazione della fune;

 

3.- Stato di conservazione della componentistica secondo i parametri di riferimento indicati dal libretto della linea;

 

4.- Possibile sostituzione degli elementi usurati;

 

5.- Presenza delle istruzioni per l’uso e indicazione della massima forza ammissibile in corrispondenza degli ancoraggi strutturali.

 

In fase di progettazione è possibile scegliere due tipologie di progetto:

 

1.- Condizione di trattenuta;

 

2.- Condizione di arresto caduta.

 

Trattenuta

Nel caso specifico si progetta inserendo i punti di ancoraggio ad una distanza tale dai bordi che l’imbracatura agganciata consente all’operatore di avvicinarsi senza consentire la caduta.

 

Arresto Caduta

Nel caso di arresto caduta si progetta consentendo la possibilità di caduta dell’operatore.

In questo caso bisogna valutare alcuni fattori:

 

1.- La caduta non deve generare più di 600 Kg sul corpo dell’operatore;

 

2.- Valutare la presenta di ostacoli che possono ostacolare la caduta;

 

3.- Calcolo del tirante d’aria.

 

Può essere utilizzata solo dopo aver effettuato una attenta valutazione del tirante d’aria e della distanza libera di caduta. In questo caso è necessario prevedere la modalità di recupero dell’operatore nei tempi necessari ad evitare danni da sospensione inerte.

 

Tirante d’aria

Nel caso in cui si progetti considerando l’arresto caduta ammissibile bisogna considerare il tirante d’aria.

Il tirante d’aria è la distanza di sicurezza che serve per arrestare la caduta dell’operatore. Secondo le norme UNI è la distanza minima, misurata in verticale, necessaria ad arrestare in sicurezza un lavoratore

in un sistema di arresto caduta. Si compone dalla distanza di arresto più lo spazio libero di 1 metro che deve rimanere sotto i piedi dell’utilizzatore, al fine di evitare la collisioni in una caduta condizioni di sicurezza.

Il tirante d’aria è la somma di:

 

1.- Distanza dal punto di partenza considerando l’eventuale freccia generata dalla linea vita (fornita dal fabbricante);

 

2.- Lunghezza del cordino di posizionamento;

 

3.- Distanza assorbitore di energia;

 

4.- Distanza del punto di attacco del cordino nell’imbracatura al piede dell’operatore (generalmente si considera 1,5 mt);

 

5.- Distanza di sicurezza minima di 1 metro che va dai piedi dell’operatore al piano di caduta.


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