Evacuazione mediante teleferica

Evacuazione mediante teleferica

All’interno del Centro di formazione anticaduta (CFA), Contrada Salvina Area P.I.P, Altofonte (PA), è stato installato un percorso su funi in acciaio (teleferica) lunga mt. 35,00 fissata ad un’altezza di mt.6,00, dove la conoscenza approfondita delle tecniche di derivazione speleo/alpino permette al personale operativo un impiego in quegli scenari dove i mezzi consueti risultano inutili o scarsamente efficaci. Inoltre rende possibile l’intervento in sicurezza di personale specializzato che, grazie alle conoscenze e alle attrezzature proprie, può rendere risolutivo l’intervento. L’addestramento deve avere come obiettivo il mantenimento e il perfezionamento degli standard di preparazione raggiunti nei vari livelli di formazione. Inoltre una corretta pratica addestrativa curerà l’aggiornamento delle tecniche e dei materiali. La pratica addestrativa dovrà mantenere il più alto livello di sicurezza operativa per tutti i partecipanti, finalizzato a garantire l’opera di soccorso in qualsiasi ambiente.

TELEFERICA INSTALLATA A PUNTI FISSI

L’installazione della teleferica a punti fissi si rende necessaria quando si devono superare dislivelli tali da impedire il normale trasporto manuale o con altri mezzi ordinari. Gli ancoraggi di una teleferica a punti fissi devono essere oltremodo sicuri viste le grossi tensioni che si potrebbero creare. L’abbinamento delle pulegge può essere fatto con vari sistemi, importante è la continuità meccanica del sistema di “vai e vieni” e che i nodi non sfregano le corde. Costruiti gli ancoraggi, la prima fase è quella del trasporto sulla parte opposta della corda, ci sono diverse possibilità dipendenti dalla distanza, dal dislivello e dalle condizioni ambientali. In tutti i casi bisogna che la corda sia infilata nel sacco con i capi superiori e inferiori fissati ed evidenziati all’esterno, l’inferiore viene collegato all’ancoraggio di partenza, l’altro viene traslato all’ancoraggio di arrivo.

Quando si ritiene che la corda sia sufficientemente tesa la si blocca con asola e contro asola. Si raccomanda di non provocare delle esagerate tensioni sulla corda, può essere utile stabilire un parametro indicativo della forza da impiegare, infatti quando un operatore non riesce a tendere più la corda, questa ha raggiunto già una tensione operativa. Una volta sistemata la corda portante fissa, si posizioneranno le pulegge sulla corda stessa agganciandole tramite moschettone alla barella. Il soccorritore, raggiunto il ferito, posiziona la barella alle sue spalle ed inizia, partendo dalla parte del petto, ad allacciargli le cinture poste all’interno della barella. Quando le cinture saranno allacciate, il soccorritore si predisporrà al cambio di assetto della barella, passando la maniglia sul paranco agganciato alla sospendita lato piede sul ramo di uscita dal gri-gri. Usare il proprio peso gravando sulla pedaliera agganciata alla maniglia, mentre con la mano opposta si solleva la barella lato piede.


Raggiunta la posizione orizzontale, la si farà recuperare quel tanto necessario perché l’infortunato si possa adagiare. Bisogna posizionare le cinture fino ai piedi. Procedere quindi al vincolo della barella con le funi traenti, comandate da una parte da un sistema di recupero, mentre dall’altra sarà trattenuta da un altro operatore tramite un nodo autobloccante diverso da quello della fune portante. La barella è ora pronta ad essere traslata superando ostacoli presente nello scenario incidentale a cui si trova. Per tale manovra occorre creare due piazzuole di lavoro dove installare gli ancoraggi delle corde di lavoro e di partenza e del sistema di “vai e vieni. A questo punto l’operatore applicherà un nodo autobloccante ancorato al proprio imbraco. Rimane inteso che durante la traslazione orizzontale l’operatore si deve assicurare con una longe alla puleggia di pescante. La traslazione del sistema sarà affidata ai due tiranti “vai e vieni” mentre l’operatore sarà vincolato al sistema tramite longe fintantoché non arriverà sulla verticale dove effettuare il salvataggio dell’infortunato.


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